Due temi e un mese di eventi. Al via la campagna di sensibilizzazione all’autismo e in arrivo la mostra “I Fiori del Male. Donne in manicomio nel regime fascista”, sulle patologie mentali

Si chiama “I Fiori del Male. Donne in manicomio nel regime fascista”, la mostra, organizzata dall’Orchestra Femminile del Mediterraneo, all’interno della rassegna Musica e Società, che verrà inaugurata giovedì 6 aprile alle ore 18 presso il Circolo Aternino di Pescara e si concluderà domenica 23 aprile. Un mese che abbraccia anche gli eventi dedicati all’autismo, con la torre campanaria di colore blu per la campagna di sensibilizzazione dedicata e molto altro annunciato stamane in conferenza stampa. La mostra è patrocinata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Pescara e ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le attività culturali, della Regione Abruzzo. Le fotografie e i documenti al centro del percorso espositivo provengono in larga parte dall’archivio storico del manicomio Sant’Antonio Abate di Teramo. E’ inoltre promossa dall’Irsifar e realizzata dalla Fondazione Università degli Studi di Teramo in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale della Asl di Teramo e l’Archivio di Stato di Teramo. Oggi la presentazione con l’assessore alla Cultura Giovanni Di Iacovo, l’assessore alle Pari Opportunità Antonella Allegrino, Alessandra Genco, Consigliera di Parità della Regione Abruzzo e Cesarina Bavecchi delle Donne Spi, oltre alle organizzatrici Alessandra Portinari, Associazione genitori soggetti autistici Abruzzo e Antonella De Angelis dell’Orchestra Femminile del Mediterraneo.
 
La mostra corona un lavoro a 360 gradi dei promotori – così l’assessore alla Cultura Giovanni Di Iacovo – Progetti innovativi e amati e lavoro è storico, robusto e produttivo pieno di cose interessanti come in questo caso. I Fiori del Male è una delle mostre più affascinanti passate in città, non è solo una mostra, ma contenitore di diverse eventi il cui cardine fondamentale è l’aspetto caratteriale, la ribellione allo status quo, una ribellione per cui molte donne durante il regime scontarono diagnosi mediche al limite e vite in manicomio. Scatti molto forti ma d’effetto sul modo generale di vedere l’altro che non si allinea e resta mobilitato”.
 
Ringrazio la rete di Parità del Comune e le donne dello Spi Cgil, una cordata di collaborazione importante e bella – così Alessandra Portinari, con Antonella De Angelis promotrice degli eventi – Il percorso nasce il 6 aprile alle 18, una mostra che ha girato tutta l’Italia riscuotendo successi e consensi, con Tiziana Di Tonno e Valentina Papagna che leggeranno lettere scritte da donne di Pescara dal manicomio che le deteneva. Figlie, madri, mogli, spose, amanti: donne vissute durante il Ventennio. Ai volti delle ricoverate sono affiancati diari, lettere, relazioni mediche che raccontano la femminilità a partire dalla descrizione di corpi inceppati e restituiscono l’insieme di pregiudizi che hanno alimentato storicamente la devianza femminile. Lettere che arricchivano le cartelle, ma mai recapitate alle famiglie, venivano abbandonate a loro stesse e si perdevano. A questi eventi si coniugano quelli dedicati all’autismo con accensione della luce blu della Torre civica per tutto il mese e il 2 aprile il lancio dei palloncini da Piazza Italia. Questo perché l’autismo è un problema sociale e non delle famiglie. Il 18 convegno dello Spi Cgil con famiglie di pazienti di patologie psichiatriche e autorità del campo, a sostegno delle tante famiglie coinvolte da questo problema. C’è anche un convegno sull’autismo e il 21 aprile concluderemo questa lunga parabola di eventi con lo spettacolo “Snaturate” al Massimo. Non solo, il progetto comprende anche alternanza scuola-lavoro con 4° D scientifico Da Vinci che assisteranno alle iniziative raccogliendo crediti”.
 
L’Orchestra femminile ha obiettivi di pace ed educazione e li sta perseguendo sempre, proponendo temi che gravitano anche intorno al disagio sociale da quell’associazionismo che sta in prima linea a livello nazionale e internazionale – aggiunge Antonella De Angelis, fondatrice e anima dell’Orchestra – L’idea di realizzare “I fiori del male. Donne in manicomio nel regime fascista”, è nata dalla volontà di restituire voce e umanità alle tante recluse che furono estromesse e marginalizzate dalla società dell’epoca. Durante il regime fascista si ampliarono i contorni che circoscrivevano i concetti di emarginazione e di devianza e i manicomi finirono con l’accentuare la loro dimensione di controllo e di repressione; tra le maglie delle istituzioni totali rimasero imbrigliate anche quelle donne che non seppero esprimere personalità adeguate agli stereotipi culturali del regime o non assolsero completamente ai nuovi doveri imposti dalla “Rivoluzione Fascista”. La mostra curata da Annacarla Valeriano e Costantino Di Sante racconta le storie di queste donne a partire dai loro volti, dalle loro espressioni, dai loro sguardi in cui sembrano quasi annullarsi le smemoratezze e le rimozioni che le hanno relegate in una dimensione di silenzio e oblio. Alle immagini sono state affiancate le parole: quelle dei medici, che ne rappresentarono anomalie ed esuberanze, ma anche le parole lasciate dalle stesse protagoniste dell’esperienza di internamento nelle lettere che scrissero a casa e che, censurate, sono rimaste nelle cartelle cliniche”.
 
Un plauso al mondo del volontariato che riesce a coniugare temi del passato e del presente – sottolinea l’assessore a Sociale e Pari Opportunità Antonella Allegrino – punto di forza del territorio, grazie perché così si possono avvicinare a tale tema anche quello dell’autismo, così attuale e problematico, che riguarda tutti è l’elemento per cui certamente abbiamo dato la nostra disponibilità e siamo vicini a tale iniziative. Per tutto aprile, le luci blu sulla torre campanaria significheranno attenzione. C’è bisogno di sensibilizzare e bisogna farlo con le forme più diverse.
 
Cercheremo di entrare nel tema dell’evento con un convegno sulla legge Basaglia prima e dopo – così Cesarina Bavecchi dello Spi Cgil – Nel corso dell’evento avremo le testimonianze di operatori del manicomio di Collemaggio sulle condizioni di vita di persone e pazienti e anche del disagii degli operatori che erano costretti a passasre la propria opera. Nel girare sui vari territori della provincia è emersa una forte situazione di disagio psicologico a partire dall’età di due anni e sulla fascia dagli 8 ai 13. I risultati di questi suggerimenti e lavori saranno recepiti dal sindacato e messi nella piattaforma di rivendicazioni che stiamo portando avanti per avere ascolto da parte della Regione”.
 
Del manicomio di Collemaggio conservo il ricordo di mio zio che ne fu direttore e di sua moglie che vi lavorò – conclude la presidente della CPO Tiziana Di Giampietro – Raccontavano storie drammatiche, piene di un’umanità spesso negata e di esperienze sconvolgenti sia dal punto di vista umano che medico”.

 

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