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SU DIMISSIONI COMMISSARIO: “PORTO CHIUSO, ECONOMIA PORTUALE A TERRA, RISCHIO ESONDAZIONE: IL BILANCIO DELL’AMARA SCONFITTA DI TESTA E DELL’INTERA POLITICA ABRUZZESE DI CENTRODESTRA”.

 

"L’unica cosa concreta di un anno di lavoro da commissario sono le dimissioni di Testa. Glielo avevo chiesto da tempo, a fronte dell’inutilità degli sforzi profusi per “risolvere” l’insabbiamento del porto, sono felice che oggi abbia ascoltato il consiglio, anche se con l’amara consapevolezza di non aver saputo smuovere le acque insabbiate del porto cittadino.
Se lo avesse fatto prima non si sarebbe perso altro tempo inutilmente. I segnali dell’improduttività di tale ruolo c’erano tutti, bastava leggerli e trarre le dovute conclusioni.
Ma questa non è una sconfitta solo per Testa, è il risultato dell’inefficienza e dell’inconsistente spessore della politica di centrodestra che amministra ad oggi ancora la Regione, la Provincia e il Comune di Pescara e quant’altro. Politica che non è riuscita a smuovere, né a risultare un interlocutore forte e credibile agli occhi dei due governi che si sono succeduti durante l’emergenza portuale.
Minacciare il rischio esondazione e la reazione della marineria, come Testa fa nella sua lettera di addio al presidente Monti, è solo il triste requiem di un commissario con l’acqua alla gola, che in un anno, rincorrendo l’emergenza così come ha fatto, non ha saputo guardare oltre, trovare un’alternativa a lunga durata, capace di dare un’altra opportunità al porto. Un dragaggio stanziale, il riutilizzo dei residui in altri settori, per rendere possibile lo stoccaggio ecosostenibile, niente di tutto questo si è tradotto in realtà: Testa lascia un porto insabbiato e con meno speranze di risorgere del giorno in cui è diventato commissario.
Un porto che, da commissario, non è riuscito a far diventare priorità nemmeno nell’agenda della politica locale, essendo lui rimasto solo ad affrontare l’emergenza, abbandonato dal Comune di Pescara da subito e dal presidente della Regione, che, dopo la dichiarazione dell’emergenza, non sapeva neanche più cosa accadeva al porto più strategico della regione che amministra.
Regione che con il porto pescarese ormai chiuso e con le macerie aquilane ancora non rimosse, dimostra di contare pochissimo nelle stanze di quella politica che le cose le fa. E che le emergenze, se vuole, le risolve".  

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SU MAGGIORANZA ALLO SBANDO: “VISTO CHE IN PROVINCIA IL CENTRODESTRA LATITA ANCHE NELLE COMMISSIONI, MI CANDIDO A FARE IL PRESIDENTE DI TUTTE QUELLE DISERTATE”.

 

"Se gli scranni vuoti della maggioranza di centrodestra e dell’intero esecutivo provinciale alla prima seduta consiliare sul Bilancio erano già un segno evidente dello sbando che da mesi domina l’amministrazione Testa, l’assenza quotidiana dalle Commissioni consiliari di consiglieri e dei presidenti di maggioranza è la conferma che questa Amministrazione è arrivata al capolinea e farebbe bene a tirare i remi in barca, perché non è più in grado di andare avanti.
Da tempo lamento che nelle Commissioni non si svolgono attività positive per il territorio: non solo accade che non si possano riunire causa l’assenza dei consiglieri ma anche dei presidenti di centrodestra, di alcuni dei quali si sono perse le tracce da mesi, ma anche quando i presidenti ci sono, manca un ordine del giorno su cui lavorare, degli argomenti da affrontare per il bene della comunità che si sta lì a rappresentare.
Tutto questo accade in quella Provincia “utile” tanto cara a Testa e tanto “cara” anche alla popolazione, visto che nella specifica voce del Rendiconto 2011 “Organi istituzionali, Partecipazione e Decentramento”, il lavoro di tutti gli organi rappresentativi costa 6 milioni e 482.000 euro. Un lavoro, che, come detto, non si svolge: prima di tutto perché il Presidente del Consiglio Provinciale non esercita alcuna attività di controllo e di esortazione sulle Commissioni e poi perché gli stessi responsabili di questi organismi così importanti per le decisioni pubbliche, non organizzano il lavoro. Eppure continua a costare circa 800 euro lordi a commissione, per 12 riunioni a settimana, facendo le opportune moltiplicazioni sarà facile trarre le conclusioni.
E’ accaduto anche oggi, durante la Commissione Energia a cui ho partecipato e a cui al primo e secondo appello hanno risposto prima 3 e poi 4 membri e che non ha potuto produrre nulla di positivo per la comunità, anche perché chi partecipa è evidentemente demotivato, non porta idee.
Per questo mi candido ufficialmente a fare da presidente di quelle Commissioni provinciali che il centrodestra non vuole o non riesce a far funzionare: si tratta di una carica a costo zero, ma che svolgerei con impegno e volentieri per il territorio.
Un lassismo, quello del centrodestra, che non giova a nessuno, considerato pure che la maggioranza non riesce a trovare la quadra sul Bilancio, malgrado Testa e gli alleati siano impegnatissimi a fare riunioni e le solite grandi e vane promesse perché l’Amministrazione superi lo scoglio del Bilancio e rimanga in piedi. Anche a pezzi com’è adesso".  

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SU DRAGAGGIO: “LA CHIUSURA DEL PORTO DI PESCARA È ANCHE UN PROBLEMA ETICO. LA LOBBY ARRIVA IN GRAN RITARDO, MA TESTA NON PUÒ PIÙ PERDERE TEMPO”.

 
“L’inqualificabile situazione in cui versa il porto di Pescara merita fatti e non più parole. Un’evidenza emersa anche nell’appello che stamane la Curia pescarese ha rivolto alla politica attraverso l’incontro voluto da Monsignor Tommaso Valentinetti al cinema San’Andrea. Il vescovo ha parlato di un problema non solo logistico e ambientale, ma anche etico, ed è davvero difficile pensarla diversamente, considerando che l’agonia del porto si traduce nell’agonia economica della categoria dei pescatori, degli armatori e degli operatori che hanno fatto e visto crescere la struttura oggi insabbiata.
 
Fatti che speriamo il commissario Guerino Testa sia in grado di produrre all’incontro convocato per venerdì, a cui ha chiamato i consiglieri regionali e i parlamentari, perché nasca una lobby capace di smuovere il governo. Lobby che se avesse agito prima avrebbe avuto più tempo avanti, ma che è rimasta lontana e non coinvolta in nessuna azione concreta, nemmeno in un intervento a vantaggio di tutti i porti abruzzesi che chiunque avrebbe potuto proporre e sostenere.
 
Fatti, torniamo a sottolineare, che finora nessuno ha prodotto: né Testa, che malgrado l’impegno da commissario e gli incidenti di percorso in cui si è imbattuto, é stato lasciato solo sulla riva del fiume dalla politica e dalle istituzioni anche regionali; né il Comune di Pescara, che dopo gli annunci eclatanti caduti nel nulla, ha lasciato nelle mani del responsabile di turno scelte ed emergenza; né la Regione, che dopo la dichiarazione dello stato di emergenza non ha fatto null’altro per cambiare la situazione, anche avendo con il governo un rapporto più diretto.
 
Nessuno, è stato capace di produrre una soluzione per Pescara, che risolvesse l’emergenza e guardasse al futuro del porto. Come nessuno è stato in grado di cogliere la palla al balzo offerta dalla situazione portuale di Pescara, per riconsiderare l’idea di un intervento regionale sui porti abruzzesi, tutti potenzialmente a rischio insabbiamento, anche se più considerati di quello del capoluogo adriatico.
 
Tutto questo è accaduto perché, forse, a nessuno dei soggetti che potrebbero risolvere la situazione interessa davvero del porto di Pescara. E questa è una condizione che la politica e le istituzioni locali non possono permettersi, perché dietro il porto c’è la storia, il passato e il futuro di una comunità a cui devono dare risposte.
 
Per questo ci auguriamo che venerdì Testa riesca davvero a far fare alla politica ciò che deve e non solo ciò che promette invano di fare”.

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SU CANDIDATURA A SINDACO DI DI LORITO: “LUCIANO È IL GIUSTO COLLANTE PER LE FORZE CHE LO SOSTENGONO E VALORE AGGIUNTO PER SPOLTORE E IL SUO TERRITORIO”.

“La candidatura a sindaco di Luciano Di Lorito è una grande opportunità per Spoltore ed il suo territorio. Conosco bene Luciano condividendo con lui da tre anni l’esperienza di Consigliere provinciale e per questo sono convinta che egli sarà in grado di fare da collante per tutte le voci che lo sostengono e saprà metterne a frutto competenze e capacità per costruire un futuro migliore per la città di Spoltore.

Condivido il sostegno e la fiducia che tali forze hanno dato, perché credo che affidare un ruolo di rilievo ad una persona competente e con la passione per la politica “vera”, sia il modo giusto di promuovere un nuovo rapporto con i cittadini ed un segnale importante per il futuro di una città che ha bisogno di crescere in modo armonico e condiviso.

Il suo nome sarà sicuramente un grande valore aggiunto per il territorio, sul cui sviluppo, grazie alla candidatura a sindaco, ora potrà investire proficuamente tutta l’esperienza acquisita negli anni di politica attiva nelle amministrazioni locali”.

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SUL PORTO: “L’APPELLO DI TESTA AI PARLAMENTARI È UN ATTO DOVUTO DI UN COMMISSARIO RIMASTO COL CERINO IN MANO. CONVOCHI UN INCONTRO E TROVI UNA SOLUZIONE VERA, ALTRIMENTI COMPIA UN ATTO DI CORAGGIO E DI PROTESTA: LASCI L’INCARICO E LE RESPONSABILITÀ AD ALTRI ”.


“Più che un ultimo disperato appello alle istituzioni locali e ai parlamentari perché lo aiutino a salvare il porto di Pescara, il commissario Guerino Testa avrebbe dovuto convocarli ad un incontro concreto sul da farsi, o mettere in campo una mobilitazione capace di attirare l’attenzione del governo, attenzione che lui fino ad oggi non è stato purtroppo in grado di catturare, nonostante i tanti viaggi della speranza svolti a Roma da giugno ad oggi.
La lettera data alla stampa suona come atto dovuto di un commissario più sconfitto che impotente di fronte all’arenarsi delle procedure di cui si egli stesso si è forse troppo fidato, lasciando scorrere del tempo prezioso per le condizioni del porto di Pescara. Tempi che non si recupereranno neanche con un miracolo, perché l’estate è alle porte e il porto finirà con l’insabbiarsi ancora di più nella paralisi. Nella storia dell’infrastruttura e della città non è mai capitata una situazione simile, per questo Testa avrebbe dovuto avere una vista più lunga al momento del conferimento dell’incarico, quella vista che in passato hanno avuto e dovrebbero avere amministratori capaci di prevenire problemi e complicazione e aggirarli per tempo, usando la politica di cui sono espressione. Invece Testa si è fatto avanti quando tutti, a partire dal Comune, ad arrivare alla Regione, hanno scelto la ritirata, ed è rimasto solo con il cerino in mano che ora brucia sempre di più perché si è consumato.
Una situazione che, è vero, come afferma nella lettera, è incredibile, ma si è verificata sotto i suoi occhi, attesa dopo attesa, davanti all’addio della Snav che in Abruzzo non ha trovato un porto da cui ripartire l’estate prossima per la Croazia e alla chiusura dell’indotto economico che ha sempre fatto parte della storia della città.
Indotto che chiede i danni per una morte che non ha né provocato, né meritato, una richiesta a cui Testa avrebbe potuto simbolicamente associarsi, per amplificare la necessità di quell’azione sul porto che a lui è venuta a mancare, com’è mancata la capacità di individuare una soluzione.
Questa impotenza è una responsabilità pesante, da cui non ci si può assolvere con una lettera che avrebbe peraltro potuto essere inviata molti mesi prima ai destinatari da lui scelti. Invece così non è stato, Testa ha preferito andare avanti da solo e si è arenato fra le sabbie che chiudono il porto.
Perciò non perda altro tempo, compia un atto di coraggio e di protesta e lasci nelle mani di un tecnico le sorti dello scalo”.

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SU MANCATO DRAGAGGIO: “L’APPELLO DI TESTA È L’ENNESIMA RIPROVA CHE È SEMPRE STATO UN COMMISSARIO SENZA POTERI, RICONSEGNI L’INCARICO NELLE MANI DI MONTI”.

 
“L’appello alle istituzioni locali e ai parlamentari perché salvino il porto di Pescara è la riprova che ormai il commissario Testa sul porto è all’ultima spiaggia.
Lo salvi lui, dimettendosi e lasciando l’incarico a qualcuno che abbia abbastanza potere da risolvere la paralisi e riconsegnare un futuro allo scalo e una speranza concreta a tutte le categorie economiche che hanno sempre vissuto sul porto e che oggi sono state costrette e chiudere.
Altro che commissione di inchiesta, come invoca il presidente della Regione Gianni Chiodi e rimpalli di responsabilità di cui Testa dice di essere vittima nella sua missiva, non ultimo il giallo sui dato dell’Arta, al porto serve una soluzione: quella che il commissario in tutti questi mesi non è stato in grado di individuare e mettere in pratica e questa è una responsabilità pesante, da cui non ci si può assolvere.
Perciò non perda altro tempo, lasci nelle mani di un tecnico le sorti del porto di Pescara”.

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SU RESTYLING DELLA SALA CONSILIARE: “A PROPOSITO DI RIGORE SULLE SPESE:  LA PROVINCIA SPENDE 40 MILA EURO PER UN IMPIANTO AUDIO-VIDEO CHE, COLLAUDATO  DA SETTE MESI, NON HA MAI FUNZIONATO E 20 MILA EURO PER POLTRONE IN PELLE DEI CONSIGLIERI”.

 
“La maggioranza di centrodestra è approssimativa e inconcludente anche sul restyling della sala dei Marmi, prima ritiene urgente l’ammodernamento della sede del Consiglio Provinciale, poi la realizza a metà, com’è abituata a fare sia che si tratti di argomenti fondamentali o marginali della vita del territorio, in questo caso spendendo inutilmente risorse che potevano dare risposte più tangibili per la comunità. Fatto è che circa un anno fa l’ente ha impegnato e speso circa 40mila euro per ammodernare i servizi tecnologici della Sala Consiliare e altri 20mila per delle nuove poltrone in pelle. Ma ad oggi, a parte le carissime poltrone, tale cospicuo e a mio giudizio rinviabile investimento, non produce effetti per la comunità, perché quell'impianto non funziona e la maggioranza che lo aveva voluto per assicurare ai lavori consiliari maggiore trasparenza, non sembra preoccuparsene più di tanto.
In pratica le risorse appartenenti alle spese istituzionali sono state impiegate per quello che doveva essere l'adeguamento tecnologico e multimediale di tutte le strumentazioni a supporto dei lavori consiliari. Sistema che sostituiva anche il vecchio sistema di diffusione audio e avrebbe dovuto rispondere ad avveniristiche esigenze di rendicontazione delle sedute consiliari: dalla rilevazione automatica presenze in aula e nuovi sistemi di votazione elettronica, alla trasmissione in streaming dei lavori consiliari, all'archiviazione delle sedute, all'indicizzazione interventi e alla migliore rintracciabilità negli archivi multimediale di argomenti e atti.
Ma ad oggi tutto questo non funziona, eppure la ditta appaltatrice abbia già riscosso i 38.836 euro fissati e il 9 agosto scorso, un collaudo abbia dato esito positivo. Invece, non solo a metà settembre sono stati pagati altri 1.140 euro alla ditta fornitrice perché adeguasse l'impianto a quello elettrico della sala, ma dopo più di un anno dall'appalto non c'è traccia dell'ammodernamento promesso in nome della trasparenza, perché il personale della Provincia deve essere formato per poter far funzionare il tutto. E di corsi di formazione, manco a dirlo, fino ad oggi nemmeno l'ombra, malgrado i conti per il servizio richiesto siano stati pagati mesi fa.
Non solo, perché l'ammodernamento fosse tangibile, la Presidenza del Consiglio ha deciso di rinnovare anche le poltrone dell'assemblea, sostituendo le 34 esistenti con altrettante in pelle, costate ben 19.366,80, perché fossero “adeguate al tono istituzionale della Sala”. Restyling a cui mi sono opposta dall'inizio non solo perché non era necessario, ma per via del segnale che una spesa così alta, dava e dà al territorio, in un momento in cui altre voci in bilancio, magari più di sostanza che di forma, specie nel sociale, avrebbero bisogno di essere considerate di più dalla maggioranza e invece subiscono solo tagli in nome di un rigore di cui la maggioranza pubblicamente si riempie la bocca, ma poi non fissa fra le priorità dell'ente. ”.

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SU INQUINAMENTO: “IL COMUNE DI PESCARA NON PERDA ALTRO TEMPO PER COMBATTERE L’EMERGENZA SMOG. MA SOLO UNITI SI VINCE: IL PROBLEMA VA AFFRONTATO NELL’INTERA AREA METROPOLITANA CREANDO L’AGENZIA DELLA MOBILITÀ”.

 
"Sullo smog non bisogna perdere altro tempo, il Comune di Pescara si era impegnato a istituire un tavolo per studiare rimedi veloci e ad hoc con i tecnici per prendere provvedimenti che ad oggi, a più di sette giorni dall’ultimo allarme, non si sono ancora concretizzati. Spero che i rimedi tampone annunciati facciano da apripista a un intervento ampio e competente sulla mobilità non solo del territorio comunale, anche se questo significherà creare lo scontento di qualcuno.
Per farlo basta usare la sinergia fra enti. Ho infatti più volte sostenuto la necessità che la Provincia di Pescara si faccia promotrice di un'Agenzia della mobilità, proprio per il ruolo di coordinamento che ha e che ad oggi non usa, malgrado traffico e inquinamento di cui soffre il suo territorio. Va bene il tavolo tecnico dei rimedi immediati da parte del Comune ma lo stesso sia aperto ai rappresentanti degli altri centri, come Montesilvano, Spoltore, San Giovanni Teatino, dove oggi vengono denunciati gli stessi problemi, ma anche Val Pescara, Francavilla e Silvi. Ma un tavolo temporaneo non basta, serve un’Agenzia della mobilità composta da personale dei vari Comuni per non produrre costi aggiuntivi, che monitori i flussi in entrata e in uscita da Pescara e dintorni e proponga scelte condivise ai vari Comuni, perché ora come mai, il capoluogo non deve essere lasciato solo.
Il Comune di Pescara deve trovare il modo di adottare provvedimenti davvero forti e davvero condivisi con tutta la città, anche attraverso un’attività di sensibilizzazione dei cittadini, che dovrebbe essere parte di un progetto più ampio sulla vivibilità cittadina, senza lasciare i comportamenti ecocompatibili al buonsenso dei cittadini. Non si perda altro tempo: serve un piano della mobilità che guardi a tutto: innanzitutto riducendo il rischio della salute che oggi corrono i pescaresi e quanti frequentano la città così inquinata, inoltre mettendo in campo scelte che permettano di valorizzare e aumentare vocazione e business delle realtà economiche e commerciali cittadine a prescindere dall’emergenza aria".

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SU LICEO D’ASCANIO DI MONTESILVANO: “LA SCUOLA VA ULTIMATA IN TEMPI BREVI, LA PROVINCIA ADOTTI IL BILANCIO E IMPEGNI LE SOMME NECESSARIE PER DARE UNA RISPOSTA ONESTA SUI TEMPI AD ALUNNI, DOCENTI E GENITORI CHE ASPETTANO”.

 
“I lavori al Liceo D’Ascanio di Montesilvano sono iniziati da due anni, ma non è certo quando verranno ultimati, malgrado la Provincia, per bocca dell'assessore Fabrizio Rapposelli abbia assicurato già due volte circa una veloce definizione entro il 2011, ma senza alcun riscontro sulla realtà. A farne le spese non sono solo studenti e famiglie, pronti a trasferirsi già a settembre, ma la scuola tutta, che a fronte delle rassicurazioni ricevute circa l'ultimazione dei lavori, ha garantito agli iscritti al prossimo anno scolastico che ci sarebbe stata anche una nuova destinazione.
Si tratta di una sede attesa da decenni, aggiudicata in appalto alla ditta Giampaolo per 5 milioni, più Iva partendo da 8,5 milioni a base d'asta. Per ultimarla, ha detto Rapposelli in Commissione, servirebbero altri 800mila euro, ma la somma non è stanziata in bilancio, perché la giunta il bilancio non lo ha ancora predisposto evidenziando un ritardo gravissimo per il documento finanziario fondamentale per l’ente. Una somma che a mio parere va inserita al più presto, anche perché, a causa dei tempi la Provincia continua a pagare fitti passivi pari a 308mila euro l'anno per l'attuale sede della scuola, a cui si sommano altri 120mila per la sede distaccata del liceo Da Vinci, liceo frequentato anche da studenti di Montesilvano che potrebbe essere chiusa con l’apertura del D'Ascanio, come lo stesso assessore sembrerebbe intenzionato a fare. E con lo slittamento del cantiere aumenta il rischio di costi aggiuntivi.
Inoltre, completare il D'Ascanio, oltre a dare condizioni di studio e spazi di gran lunga più dignitosi degli attuali agli oltre 600 studenti che la frequentano, consentirebbe di incrementarne il numero visto l’alto livello delle docenze vantato dalla scuola e alleggerendo così anche la mobilità pescarese del traffico dei genitori che oggi preferiscono portare i propri figli ai licei del capoluogo.
Tutti benefici di cui l'ente deve tenere conto, assicurando sia la trasparenza circa i tempi reali di attesa per l'ultimazione dell'edificio, l'ultimo termine di settembre 2012 non sembra convincere nemmeno l'assessore Rapposelli, sia che questi non vadano oltre quanto stabilito dall'impegno preso, considerando che una scuola è una priorità per il territorio e la comunità.
Auspico dunque che il presidente Guerino Testa predisponga al più presto il bilancio per poter pensare ad inserirvi la somma che serve per finire il D'Ascanio entro settembre, invitandolo a non farsi distrarre troppo dalle amministrative di Montesilvano, perché dietro gli stanziamenti non si giochino solo gli equilibri politici, ma contino soprattutto gli impegni presi a sostegno di un argomento sensibile come il diritto allo studio e il risparmio di risorse pubbliche, che stanno al centro della vicenda del D'Ascanio”.

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SU SMOG: “SERVONO RIMEDI VELOCI E INCISIVI, MA INVITO IL COMUNE DI PESCARA A IMPOSTARE UN DEFINITIVO PIANO DELLA MOBILITÀ E A PROMUOVERE CON LA PROVINCIA UN’AGENZIA AD HOC”.

 

“Spero che i provvedimenti tampone che il Comune si appresta ad attivare siano innanzitutto veloci e preludano a un intervento ampio e competente sulla mobilità non solo del territorio comunale, da attuare in tempi rapidi, anche se questo significherà creare lo scontento di qualcuno.
Ho più volte sostenuto la necessità che la Provincia di Pescara si faccia promotrice di un’Agenzia della mobilità, proprio per il ruolo di coordinamento che ha e che non usa, malgrado traffico e inquinamento di cui soffre il suo territorio. Va bene il tavolo tecnico dei rimedi immediati da parte del Comune ma lo stesso sia aperto ai rappresentanti degli altri centri, come Montesilvano, Spoltore, San Giovanni Teatino, dove oggi vengono denunciati gli stessi problemi, ma anche Val Pescara, Francavilla e Silvi. Se si vuole davvero avere una vista più ampia nel gestire un’emergenza creata non solo dal traffico residente, le realtà vicine vanno coinvolte subito, perché la condizione dell’aria pescarese riguarda tutti. Un tavolo che andrebbe istituzionalizzato in un’Agenzia della mobilità composta da personale dei vari Comuni per non produrre costi aggiuntivi, che monitori i flussi in entrata e in uscita da Pescara e dintorni e proponga scelte condivise ai vari Comuni, perché ora come mai, il capoluogo non deve essere lasciato solo.
Mi auguro che le scelte che verranno adottate tengano conto delle esigenze e soprattutto dei rischi sanitari di tutta la popolazione, non solo residente. Il Comune trovi il modo di adottare provvedimenti davvero forti e davvero condivisi con tutta la città, anche attraverso un’attività di sensibilizzazione dei cittadini, che dovrebbe essere parte di un progetto più ampio sulla vivibilità cittadina, senza lasciare i comportamenti ecocompatibili al buonsenso dei cittadini.
Non si perda altro tempo: serve un piano della mobilità che guardi a tutto: innanzitutto riducendo il rischio della salute che oggi corrono i pescaresi e quanti frequentano la città così inquinata, inoltre mettendo in campo scelte che permettano di valorizzare e aumentare vocazione e business delle realtà economiche e commerciali cittadine a prescindere dall’emergenza aria”.

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