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SU INTERROGAZIONE SUL FIUME PESCARA: “L’INERZIA DELLA PROVINCIA METTE A RISCHIO UN PATRIMONIO DI TUTTI. IN CONSIGLIO PROVINCIALE PROIETTATE LE FOTO DELLO STATO DEL FIUME”.

“Il fiume Pescara agonizza sotto gli occhi inerti della Provincia che al posto di mettere in cantiere un piano organico e condiviso con le altre istituzioni competenti per rivitalizzarlo, impiega 80.000 euro per lavori di ordinaria manutenzione che hanno praticamente desertificato le sponde. L’interrogazione da me presentata all’ultimo Consiglio provinciale e seguita ad altre prese di posizione diluite in oltre un anno, non ha sortito altro effetto che stupire esecutivo e persino la Polizia Provinciale, a causa delle foto proiettate a corredo del documento.
Si tratta di immagini scattate in novembre lungo il tratto di fiume sotto il cementificio, oggetto dei citati lavori, che attestano la presenza di diverse discariche abusive e anche come gli stessi lavori abbiano ecceduto dall’ordinaria manutenzione, in molti casi addirittura “desertificando” le sponde di un fiume che a detta della Protezione Civile e della Provincia stessa è a rischio esondazione. Immagini che vanno oltre e rivelano chiaramente che la Provincia non ha cognizione alcuna di ciò che accade lungo il corso d’acqua più importante del territorio, pur parlando più volte della sua necessaria riqualificazione. Alla proiezione è intervenuta infatti anche la Polizia provinciale che ha chiesto lumi sui luoghi e sulle situazioni riscontrate, corpo che, ridotto all’osso nell’organico, avrebbe nelle sue competenze anche il controllo del fiume e il potere di sanzionare chi viola le regole, come ben sa il presidente Testa che ha mantenuto nelle sua mani la delega, destinando però gli agenti su altri fronti.
L’inerzia e l'inconsistenza delle risposte ufficiali dell'esecutivo a più di una sollecitazione arrivata dalle interrogazioni da me presentate non sono un bel segnale.
L’auspicio è che si passi dalle parole ai fatti: il fiume va tutelato e controllato e bisogna cominciare a farlo raccordandosi anche con gli altri enti che hanno competenza sul fiume, dalla Regione al Commissario del bacino Aterno Pescara Adriano Goio. Tutto questo ad oggi non avviene, a scapito non soltanto del fiume, scenario di piccole e grandi illegalità che contribuiscono a complicarne lo stato di salute, ma della comunità pescarese che intorno ad esso ha scritto la sua storia e il suo sviluppo”.
 
 
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SU PROVINCIA & AMBIENTE: “DOPO DUE ANNI DI PRESE DI POSIZIONE HANNO CAPITO CHE BISOGNAVA FAR TORNARE PUBBLICA E RIVALORIZZARE L’AZIENDA. ORA L’ESECUTIVO SI ATTIVI”.

E’ motivo per me di soddisfazione la delibera su Provincia & Ambiente votata oggi in Consiglio Provinciale anche dalla maggioranza del presidente Testa, perché recepisce una soluzione che prospetto da quasi due anni attraverso interrogazioni, mozioni e il lavoro in commissione. Far tornare pubblica la Spa che ad oggi vede la Provincia detentrice del 78 per cento delle quote, consentirà innanzitutto il riassorbimento dei 18 lavoratori in cassa integrazione proprio a causa della paralisi in cui si trovava da mesi, oltre a prefigurare possibili vantaggi anche economici per l’ente, riportandola a regime nei campi di competenza.
E’ chiaro anche che la mancanza di decisioni che ha caratterizzato il modo di Testa di affrontare il problema di Provincia & Ambiente, non lo ha ripagato politicamente, visto che l’unica soluzione possibile era stata proposta da mesi e oggi è stata votata anche dalla maggioranza di centrodestra. La delibera di indirizzo uscita dal Consiglio è forte e ci auguriamo abbia ora tempi brevi per tradursi in realtà. Una decisione che impegna l’esecutivo a fare ciò che per quasi due anni non si è fatto, malgrado pure i vantaggi che l’ente avrebbe potuto trarne in termini di nuove entrate derivanti dalle competenze della Spa che ora dovrà tornare pubblica.
Testa metta dunque in moto al più presto l’iter per la riacquisizione delle quote e dia indicazioni al Cda perché P&A possa diventare un vero e proprio ente strumentale della Provincia, attraverso sia il riassorbimento del personale che da mesi vive il calvario della cassa integrazione, sia la valorizzazione di ruoli e risorse umane di cui è dotata.
L’inerzia di questi mesi era un evidente segnale di inerzia, perché, come sostengo da tempo, altre soluzioni erano irrealizzabili, ma ora Testa ha la possibilità di non perdere altro tempo, procedendo secondo le indicazioni del Consiglio.

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DI MATTIA COLLANTE PER LA COALIZIONE E VALORE AGGIUNTO PER MONTESILVANO E IL TERRITORIO.

La candidatura di Attilio Di Mattia è un’opportunità positiva sia per il centrosinistra e per il territorio.  Sono convinta che sarà in grado di fare da collante per la coalizione e mettere a frutto competenze e capacità di tutte le voci che  ne fanno parte per costruire un futuro condiviso alla città di Montesilvano.
Condivido il sostegno e la fiducia con cui il partito dell’Italia dei Valori ha subito risposto alla sua disponibilità a candidarsi, perché credo che affidare un ruolo di rilievo ad un giovane in un momento in cui la politica deve rinnovarsi e trovare un nuovo rapporto con i cittadini, sia un segnale importante per il futuro.
Il suo nome sarà sicuramente un grande valore aggiunto per il territorio, sul cui sviluppo, grazie alla candidatura a sindaco, ora potrà investire proficuamente la sua formazione e l’esperienza professionale maturate a livello internazionale.

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SU DRAGAGGIO DEL PORTO CANALE: TESTA E ALBORE MASCIA, PESSIMA GESTIONE DELL’EMERGENZA VISTO CHE NON HANNO SAPUTO LETTERALMENTE CHE PESCI PRENDERE E SOPRATTUTTO FAR PRENDERE AI PESCATORI CHE STANNO LASCIANDO PESCARA.

 Esprimo solidarietà ai pescatori per la sofferta (e senza precedenti) decisione di abbandonare il porto di Pescara e trasferirsi a quello di Ortona. Al mio dolore per questo drammatico momento che sta vivendo la marineria pescarese, si associa forte indignazione per l'assoluta incapacità del presidente provinciale e commissario straordinario del porto, Guerino Testa, del sindaco Luigi Albore Mascia ma anche della Regione Abruzzo, a gestire in maniera competente e previdente la questione del dragaggio porto canale. Testa e Albore Mascia non hanno saputo letteralmente che pesci prendere e soprattutto far prendere ai pescatori che stanno abbandonando Pescara.
Dopo il duro colpo al turismo della scorsa estate con il trasferimento degli aliscafi Snav da Pescara a Ortona ora succede la stessa cosa per la pesca, altro settore economico strategico per la città e l'intera regione, a causa dell'incapacità amministrativa e politica di chi ci governa. Motivo sufficiente (ma non l'unico) perché tutti diano le dimissioni e vadano a casa per manifesta inadeguatezza a risolvere un problema non nuovo per Pescara e l'Abruzzo, che è costato alla collettività spaventose somme di denaro sprecato in ripetuti noleggi di draghe, analisi e smaltimenti.
Considerata la continua esigenza che abbiamo sempre avuto per il porto canale di Pescara, senza dimenticare il fiume e soprattutto l'area di mare all'interno della diga foranea conveniva e conviene tuttora comprarla una draga, anziché noleggiarla.

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LE QUOTE ROSA SONO UN MALE NECESSARIO, MA LE DONNE NON SI PRESTINO AI BALLETTI FORZATI DELLA POLITICA.

Le donne in politica sono un investimento serio di esperienza e sensibilità a vantaggio della comunità, sono decisamente arrabbiata e delusa che alcune donne rappresentative di attività e professioni nella nostra Città possano essere “utilizzate” nel gioco delle parti del teatrino messo in campo in questi giorni dalla politica comunale pescarese. Si scelgono donne da inserire o alternare ad altre donne in giunta, invocando una 'quota rosa' che, pur ancora oggi male necessario, invece che tutelare talento e competenze femminili, finisce con l’umiliare sia le capacità che il ruolo delle donne prescelte.
Rimarcare ogni volta la forzatura normativa che impone alla Giunta comunale di Pescara di ospitare almeno tre rappresentanti di sesso femminile, da parte dell’esecutivo di centrodestra guidato da Albore Mascia, appare piuttosto un chiaro alibi alla sua inefficienza e un modo arraffazzonato per nascondere i problemi politici veri che minano fin dall’inizio questa Amministrazione dal suo interno, con conseguente danno alla città che da troppo tempo sembra “non-amministrata”.
Questa norma a tutela delle donne penalizzate in politica è un male necessario, ma se deve distrarre l’attenzione dall’incapacità politica degli uomini che dovrebbero far crescere questa città, perde la sua funzione, poiché rende le donne, ancora una volta, strumento e oggetto di scambio e non  soggetto politico attivo a tutti gli effetti. Ed è per questo che ritengo che sia allora meglio rimetterle in discussione.
La Città è già ferma, non ha bisogno di altri lacci e lacciuoli e soprattutto non ne abbiamo bisogno noi donne: chi fra noi s'è impegnata in politica pur sapendo che le possibilità, i metodi e le cariche sono ancora condizionate da una visione e una gestione maschili della politica stessa, non ha mai fatto rimpiangere ai colleghi uomini la scelta di essersi fidati. L'immagine e il ruolo svolto fino a oggi dalle poche donne che sono state e sono al servizio della collettività, dimostra che l’impegno in politica non è questione di genere e non deve diventarlo poi per tenere le sorti di un’amministrazione che ha problemi seri e più pressanti a cui pensare, più che cambiare di continuo giunta per andare avanti.
Nel Consiglio provinciale sono l’unica donna e nella giunta della Provincia di Pescara, dove  le quote rosa non sono previste dallo Statuto, nonostante le belle promesse del mio competitor Guerino Testa in campagna elettorale, la presenza femminile è rimasta una chimera, pur essendoci donne competenti nelle fila del centro-destra fra cui scegliere. Donne che, forse anche a causa dell’impostazione maschile, per non dire maschilista della politica a Pescara e non solo a Pescara, non si sono fatte avanti.  Io mi auguro che le colleghe che sono state nominate assessori e che lo saranno, riescano a far valere il proprio bagaglio di esperienze, senza prestarsi alle tristi finalità di quote rosa forzate e di un avvicendamento che di sicuro mortificano ancora di più il rilancio urgente di una città duramente colpita dalla crisi economica e politica, facendo il paio con la crisi che investe duramente anche la Giunta provinciale di Guerino Testa.

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ALLEGRINO SU NUOVE ASSUNZIONI: “PRIMA DI ASSUMERE NUOVI DIPENDENTI TESTA OTTIMIZZI IL PERSONALE CHE HA PER RIDURRE GLI SPRECHI E FAR FUNZIONARE DAVVERO LA PROVINCIA”.

“Annunciare una politica del rigore e poi assumere 29 nuove figure professionali che comporteranno un investimento di quasi 900 mila euro è di certo uno dei segnali più forti dell’incapacità dell’amministrazione Testa di mettere a regime le risorse che ci sono. Farlo dopo aver “mandato a casa” 66 precari che con la loro professionalità assicuravano servizi di qualità all’ente e al territorio, non è una bella mossa, soprattutto prima di sapere come finiranno le cause attivate davanti al giudice del lavoro, ma riconferma la superficialità con cui questa amministrazione guida la Provincia.
Sarebbe invece più utile far agire l’ente come un imprenditore privato, importando dalle logiche aziendali concetti come l’ottimizzazione e la valorizzazione del personale, indirizzo che in questi due anni di esperienza da consigliere provinciale non ho visto. Ho visto invece personale sottoutilizzato o con un carico di lavoro ingente, di conseguenza scontento, perché non impiegato in base a capacità e qualifiche, come invece dovrebbe accadere per far funzionare davvero bene gli uffici. Usare al meglio le risorse che abbiamo potrebbe rivelarsi fondamentale per recuperare spreco di risorse anche economiche, oltre che umane.
Ma bisogna capire se questa linea è nelle corde dell’amministrazione Testa, che preferisce cercare all’esterno risorse che ha a disposizione, com’è successo, ad esempio, per la politica del risparmio energetico, arrivando ad affidarsi a professionisti esterni, pur avendo a disposizione personale interno qualificato, addirittura premiato per progetti di efficienza energetica!
E’ infine necessario anche capire che tipo di ruolo abbiano i dirigenti, che dovrebbero fare i manager, ottimizzando le risorse umane e indirizzando la politica verso scelte giuste ed economiche e invece non lo fanno. Professionalità che in un momento di crisi dovrebbero automaticamente agire in tal senso per dare corpo al loro ruolo e ai propri onorari, come è emerso nell’ultimo Consiglio Provinciale.
E’ un momento difficile, tutti devono fare dei sacrifici e dare dei segnali forti, dai dirigenti alla politica. Altrimenti assumere nuove persone con tutte queste incognite sulle spalle potrebbe dare un altro tipo di segnale alla comunità, che riporta ad un vecchio modo di fare politica che noi ci auguriamo sia definitivamente tramontato”.

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SUGLI AUMENTI IN PROVINCIA: “COMBATTEREMO GLI AUMENTI DELLE TASSE PROVINCIALI IN CONSIGLIO, L’ESECUTIVO TESTA PENSI A TROVARE ALTROVE ENTRATE UTILI PER IL TERRITORIO”.

“Avverseremo in Consiglio provinciale con tutte le nostre forze gli aumenti che la giunta Testa ha deciso di riproporre di alcune tasse di competenza dell’ente. Una scelta infelice e intempestiva, quella di riparlare di aumenti di Rc auto, servizi idrici, spazi pubblici eccetera, il giorno stesso in cui il presidente del consiglio Mario Monti annuncia l’aumento delle tasse e i sacrifici imposti dalla manovra, che secondo il Presidente testa dovranno andare a cumularsi a quelli che il suo esecutivo intende varare.
Il tentativo di propinare di nuovo aumenti che erano stati ritirati, per di più dopo essersi impegnati con la comunità a recedere dall’attuarli, dimostra la completa approssimazione in cui si muove questo governo, incapace di reperire altre risorse altrove, attivando, cioè, servizi e controlli abili a produrre entrate consistenti a cui l’ente così facendo di fatto rinuncia. Non è giusto che a pagare questa incapacità di una Provincia che si definisce “utile” ad ogni occasione pubblica, siano i cittadini già vessati da una congiuntura spaventosa.
Si metta una mano sulla coscienza il presidente Testa e faccia camminare l’ente sulle sue gambe, pensi a mettere in campo attività in grado di far crescere concretamente il territorio e non a farlo regredire annunciando risultati che non esistono, come dimostra l’indagine sulla vivibilità pubblicata dal Sole 24 ore che non solo vede Pescara fanalino di coda delle Province abruzzesi, ma al 73° posto di una classifica di 107 enti”.

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OCCUPAZIONE DEL MISTICONI: E’ UN DIRITTO DEI RAGAZZI AVERE ASCOLTO E UNA SCUOLA PIU’ SICURA. LA PROVINCIA E’ PESANTEMENTE IN DEBITO VERSO DI LORO

Ho raccolto l’invito degli studenti del liceo artistico Misticoni, occupato da oltre una settimana e sono andata a visitare la scuola e a sentire le ragioni degli studenti e devo dire che trovo legittimo il loro bisogno di ascolto, reclamato attraverso l’occupazione e le opere che tale esperienza ha prodotto all’interno dell’edificio e doveroso, da parte di un amministratore pubblico, non solo dare ascolto, ma rispondere con fatti concreti alle istanze manifestate dai ragazzi che con le famiglie non sono solo utenti di un servizio, ma soggetti di un diritto, quello allo studio, da vivere nel modo più pieno e dignitoso possibile.
 
E’ legittimo innanzitutto reclamare una scuola più sicura, come loro fanno, perché l’edificio che stando all’architettura originaria era nato per ospitare al massimo 150 studenti, oggi ne occupa oltre 400. Inoltre, alla luce di un principio di incendio e un allagamento, sulla scuola l’unico lavoro sostanziale che l’amministrazione provinciale ha fatto è stata la creazione di un’aula per le discipline previste dal programma coreutico che però non è partito, togliendo, quindi altri spazi alla didattica. L’accorpamento Misticoni-Bellisario realizzato dal piano di dimensionamento firmato dall’assessore Fabrizio Rapposelli non ha prodotto miglioramenti logistici, ha solo unito amministrativamente due realtà e i rispettivi problemi, realtà che però sono depositarie di un grande valore aggiunto per il territorio.
 
Perché all’interno di liceo artistico e istituto d’arte crescono veri e propri talenti artistici su cui però l’amministrazione pubblica non investe. La qualità la dimostrano anche i dipinti sui muri del liceo nati con l’occupazione e traspare dall’impegno dei ragazzi che in questi giorni di occupazione hanno chiesto ascolto, perché vogliono contare di più agli occhi di quelle istituzioni che oggi risultano pesantemente in debito verso di loro.
 
Dare loro voce veramente e non solo per tacitare la protesta di turno credo, che sia un dovere preciso per un amministratore, perché dietro ad ogni ragazzo c’è un futuro su cui investire e una famiglia a cui rispondere con servizi e attenzione. In tal senso non posso fare altro che attestare che il credito della scuola, il Misticoni in particolare, sia alto nei confronti della Provincia e l’attesa per far decollare progetti e anche semplici manutenzioni capaci di rendere l’edificio veramente più sicuro oltre che rispondente alle esigenze dell’importante didattica che vi si svolge, sia divenuta insostenibile

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FIUME PESCARA: INTERROGAZIONE URGENTE SUI LAVORI IN CORSO DI DISBOSCAMENTO ARGINI E RISCHIO ESONDAZIONE

Sugli argini del fiume Pescara sta avvenendo una vera e propria opera di disboscamento, nel silenzio totale delle istituzioni. Succede che in un momento in cui la Protezione civile lancia l’allarme circa eventuali danni di un’esondazione del fiume Pescara per via delle condizioni in cui versa il porto canale, decine e decine di alberi vengono tagliati, nell’area che va dal Ponte Capacchietti fino al complesso della Città della musica, una passeggiata naturalistica bella e importante che si sta desertificando.
 
Al fine di accertare perché si sta effettuando un taglio così netto della vegetazione che in alcuni tratti è addirittura desertificata e se sia cosa compatibile sia con gli equilibri eco-ambientali che con il rischio di esondazione del fiume in caso di maltempo rilanciato dalla stessa Provincia, lunedì presenterò un’interrogazione urgente per accertare tutto questo e per conto di chi gli operai che stanno tagliando gli alberi lo stiamo facendo.
 
Se il soggetto fosse la Provincia, ci chiediamo come si possa da una parte ergersi a tutore dello stato del fiume come fa il commissario delegato Guerino Testa quando parla di dragaggio del porto canale e dall’altra disinteressarsi alla sua indispensabile manutenzione o, addirittura autorizzare lavori che vanno a complicare sia la sicurezza, che la natura del fiume stesso. Non ci è ancora dato sapere che tipo di progetti la Provincia abbia sul fiume, il cui equilibrio è vitale per tutta la Valpescara ed è fortemente a rischio proprio per via dell’inerzia nella manutenzione.
In attesa di sapere cosa stia accadendo sul fiume e se la “desertificazione” in corso sia l’attività di manutenzione o, peggio di prosecuzione della rete di piste ciclabili in parte realizzata sul fiume, chiediamo di sospendere i lavori e di verificarne l’impatto. Ben vengano piste ciclabili e manutenzione, ma non a scapito degli alberi.
 
Perché se il futuro è quello che si presenta agli occhi di chi guarda le rive in questi giorni,  c’è da chiedersi a vantaggio di quale progettualità si infligge una ferita mortale alle sponde del fiume che dovrebbero essere messe in sicurezza e tutelate
 
 
 
PRIMA DEI LAVORI
 
 
                       
 
 
 
DOPO I LAVORI
 
    

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CRISI PROVINCIA: TESTA E’ UN CAPITANO SENZA PIU’ UN EQUIPAGGIO

La giunta Testa è completamente scollata dalla sua maggioranza, la posizione assunta nelle ultime settimane dal consigliere Ruggero e poi esplicitata è solo l’ultima di una lunga serie di segnali iniziati da tempo che vanno tutti verso una direzione, il Presidente Testa non ha più una maggioranza affidabile e, soprattutto, che riconosce il suo ruolo di guida politica oltre che amministrativa. Un capitano senza equipaggio, per dirla in modo pittoresco. E con un’esigua ciurma notoriamente non si arriva molto lontano.
 
Una situazione che io e altri membri dell’opposizione avevamo già segnalato, ma che si sta dimostrando dannosa per la comunità e il territorio perché in queste condizioni l’Amministrazione non è in grado di prendere decisioni concrete e decisive per il bene di tutti, così come non riesce a cogliere occasioni buone per redimersi da questo stallo.
 
Una incapacità amministrativa ampiamente dimostrata in questi due anni e mezzo di governo che non lasciano una traccia fondamentale sul fronte dei lavori pubblici, sulla sicurezza nelle scuole, sulle politiche del lavoro (fatta eccezione per i tirocini formativi), sulle linee di indirizzo relative al turismo che si limita ormai solo ad un’attività di mera promozione, sull’organizzazione del personale stesso, l’ente risulta addirittura sguarnito in alcuni uffici che dovrebbero dare servizi e risposte ai cittadini, sulla ricerca, infine, di fondi europei per finanziare progetti e attività.
 
A tutto ciò si aggiunge l’incapacità politica di Testa di rigovernare le fila della maggioranza, divenuta critica, turbolenta e indipendente rispetto alle scelte non solo del suo presidente, ma di tutto l’esecutivo. La ragione è che negli ultimi mesi si è consolidata la distanza fra le stanze dei bottoni e quelle delle decisioni condivise, com’è il Consiglio Provinciale, dove opposizione e maggioranza per tali ragioni hanno ormai gli stessi numeri e dove la decisione di un solo consigliere segna le sorti di scelte amministrative importanti per comunità e territorio.
 
Non il rimpasto di giunta annunciato da Testa per ricostruire affidabilità e alleanze. La verità è che la maggioranza sta lentamente, ma costantemente scaricando il suo presidente che così come non governa con determinazione, non  reagisce politicamente a tale condizione.
Litigi, pretese, ricatti politici e mancanza di trasparenza (valga il riferimento alla negazione dei documenti agli stessi consiglieri come ha fatto giorni fa l’assessore Rapposelli con il presidente della Commissione edilizia Scolastica che chiedeva documenti sulle scuole), non sono segno di una maggioranza solida. Così come non lo è il sottovalutare il ruolo e l’importanza delle decisioni impartite dal Consiglio, come Testa e l’esecutivo fanno, senza dare risposte chiare sulle scelte adottate. Una sottovalutazione che riguarda anche la presidenza del Consiglio provinciale che più volte ha dimostrato di non essere in grado di garantire il rispetto delle prerogative dei consiglieri tutti, stando da una parte e non sopra le parti come invece dovrebbe accadere.
 
I cittadini meritano di meglio

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